OstienseDstreet (ODS) è un progetto di digital storytelling che sperimenta la costruzione di itinerari comunicativi immersi nell’universo della relazione persona/macchina, nel labirinto del social, nei nuovi sistemi di relazione mediati dalla tecnologia.
La struttura che contiene fisicamente questo progetto è un coworking costituito su iniziativa e volontà di un gruppo di architetti, creativi, artisti, giornalisti, a prevalenza e direzione femminile, che si è preso l’azzardo di puntare su un sistema di lavoro innovativo negli strumenti che adotta, sia tecnologici che di linguaggio, sperimentando un modello di innovazione sociale, che porti a percorrere nuovi sistemi di relazione tra collaboratori in ambiti e competenze diverse.
Il coworking diventerà una fabbrica di narrazioni, alla base della quale vi è il lavoro di ricerca ed organizzazione dei contenuti, la sperimentazione dei linguaggi, la messa a punto delle tecnologie di comunicazione digitali.
Questo fa di Cowall non un semplice coworking ma un progetto di smart community, un ecosistema fertile in comunione con il territorio.
ODS utilizza più strumenti di intervento:
La realtà aumentata
I QRcode
La performance
Il nostro compito
È evidentemente impossibile, attraverso le nostre azioni, diventare relatori di un discorso
urbanistico/storico di una zona così ricca di trasformazioni come quella di Ostiense.
Il nostro compito è quello di concepire un tragitto esperienziale che permetta di far decantare, attraverso immagini o sensazioni, una narrazione fruibile attraverso un atto di osservazione sia collettiva che individuale.
Si percepisce un territorio, e quindi la sua ricchezza o miseria, solo nel momento in cui lo si osserva. La realtà esiste solo allorché la si osserva, poiché come ci insegna la fisica, è proprio l’osservazione che scatena i fenomeni.
E noi dobbiamo osservarla e poi, raccontarla.
Il mezzo scelto è quello dell’attraversamento urbano raccontato attraverso la mediazione digitale.
Il progetto si manifesta pubblicamente attraverso tre modalità:
– le impronte digitali
– la riflessione
– le comete.
Le impronte digitali
Questo è il primo momento che potremmo definire di “ricerca”.
Attraverso questa operazione, il gruppo agisce nel territorio raccogliendo le informazioni e stabilendo relazioni. È in questa occasione che si conosce il territorio e le storie che lo sottendono. Il gruppo decide quindi le forme di raccolta e somministrazione del racconto. Il tragitto quindi sarà disseminato di punti di racconto.
La comunicazione con il pubblico avviene attraverso dispositivi mobili che utilizzano Qrcode o applicazioni di Realtà Aumentata. È la strada stessa a raccontarsi punto dopo punto.
Questa primo momento, sarà obbligatoriamente limitato a pochi esempi: in seguito avremo la possibilità di espandere il racconto in maniera più capillare.
Il racconto digitale deve parlare di un edificio, della sua storia e di chi ci vive o c’è vissuto.
Non deve necessariamente trattare grandi argomenti o importanti storie, un quartiere è fatto soprattutto di piccole storie, quelle storie che gli abitanti decidono di mettere in comune.
Questo nuovo paesaggio narrativo è fruibile individualmente senza che si stabilisca un ordine o una priorità. Ciascuno può iniziare il suo viaggio partendo da qualunque punto del tragitto.
La riflessione
Tutto il materiale raccolto e confezionato è ovviamente residente in rete. Qui, il paesaggio
fisico viene traslato in quello virtuale, permettendo l’esperienza del viaggio in una dimensione di realtà non fisica.
Le Comete (ovvero l’attraversamento performante)
Nel sistema Co.Me.Te (COmunicazione a MEdiazione TEcnologica), quello che conta
nell’interazione persona/macchina, sia che avvenga con mezzi tecnologicamente obsoleti, che sperimentali d’avanguardia, è la relazione.
Ma la qualità della relazione che si stabilisce, non dipende dal mezzo, o almeno non solo dal mezzo, ma piuttosto dalla correttezza del sistema relazionale messo in piedi, e potremmo dire, dalla “tecnica” utilizzata.
L’attraversamento performante è quindi una deriva diretta ed indirizzata da un accompagnatore che sceglie i punti di racconto, arricchiti in questo caso da incontri dal vivo e testimonianze dirette, ed amministra l’itinerario.
